Calo drastico del numero di cacciatori in Toscana: boom di ungulati

Sul riassetto dell'ecosistema si è svolto il convegno "Strategie e proposte per l'equilibrio naturale del territorio. Cinghiali, caprioli, daini, cervi e mufloni in Toscana"

Calano in modo vertiginoso le doppiette in Toscana. Pensare che i cacciatori toscani che hanno esercitato l'attività venatoria nel 2012 sono stati 86.983, con un calo del 6,5% rispetto all'anno precedente. Erano 106 mila nel 2007, ma a metà anni '90 se ne contavano circa 160 mila e nei primi anni '80 erano 270 mila. Peraltro anche l'età avanza: il 55 % dei cacciatori attivi ha infatti più di 60 anni. Solo 3178 sono i giovani fra i 18 e i 29 anni. Me se da un lato decresce il numero di ‘predatori’ dall’altro cresce quello di ungulati. Non senza problemi, in particolare per l’agricoltura. Infatti stamani proprio sul tema del riassetto dell’ecosistema si è svolto all'auditorium del Consiglio regionale il convegno "Strategie e proposte per l'equilibrio naturale del territorio. Cinghiali, caprioli, daini, cervi e mufloni in Toscana".

Vi hanno partecipato rappresentanti degli agricoltori, del mondo venatorio, di quello ambientalista, ma anche  enti e istituzioni, mondo dell'associazionismo,  rappresentanti del mondo scientifico  e dell'Ispra.

Al termine dei lavori, che hanno occupato tutta la mattinata, l'assessore all'agricoltura della Regione Toscana ha lanciato una proposta operativa. "Entro gennaio – ha detto Salvadori – dobbiamo redigere un documento, che va condiviso con tutti i soggetti che hanno competenza e interesse in materia, per definire le modalità di azione da adottare subito, già nel 2014."

DATI - Dalle relazioni degli studiosi presentate al convegno è emerso, fra l'altro,  che il numero di ungulati presenti in Toscana (per la maggior parte cinghiali e caprioli) si attesta sui 330-340 mila, un numero che supera abbondantemente la media dell'Italia e avvicina la Toscana all'Austria, che è il paese in Europa con la più alta densità di questi animali.  "Dobbiamo affrontare la questione e riportare equilibrio – ha detto Salvadori – questo non è un problema dei soli agricoltori, o dei soli cacciatori, è una questione che riguarda l'equilibrio dell'ecosistema e lo stesso paesaggio della Toscana. Dunque questo è un problema che riguarda tutti."

In precedenza l'assessore aveva fatto riferimento al principio di "responsabilità" nel ribadire che si devono trovare soluzioni condivise per affrontare la questione del "riequilibrio ambientale e naturale della regione". E aveva indicato il 2014 come l'anno nel quale le soluzioni condivise vanno messe in atto, perchè non più rinviabili. "Il convegno di oggi – aveva  detto Salvadori in apertura dei lavori - serve per fotografare la situazione, prenderne atto ed elaborare, con l'aiuto degli esperti e dei soggetti preposti, le soluzioni scientifiche più adeguate. Quello di oggi – aveva ribadito – non è un convegno che serve per parlare di caccia, l'attività venatoria è uno degli strumenti con i quali è possibile intervenire per il contenimento degli ungulati, ma non è certamente l'unico strumento."

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