Biblioteca Nazionale, l'allarme di Cgil: "Rischio chiusura"

Manca il personale. Il sindacato all'attacco del direttore Bellingeri

"A fronte di 42 bibliotecari 'teorici', i 30 'reali' si sono ridotti a 22; altri pensionamenti sono previsti per arrivare a quota 10 nel 2020. E come loro sono andati legittimamente via amministrativi, informatici, assistenti alla fruizione e operatori alla vigilanza, restauratori ed assistenti tecnici". E' quanto denunciato dalla Cgil in merito alla situazione della Biblioteca Nazionale che potrebbe rischiare la chiusura per mancanza di organico.  

La settimana scorsa il direttore della Biblioteca Luca Bellingeri aveva dichiarato in un'intervista che "in 35 anni i dipendenti sono passati da 400 a circa 150, nei prossimi anni la Nazionale potrebbe essere costretta a sospendere alcune attività a causa della carenza di personale".
 

La carenza di personale sarebbe dovuta al mancato turn-over da parte del ministero. Secondo il sindacato però Bellingeri sarebbe stato troppo positivo.  "Leggere sulla stampa le dichiarazioni del dirigente Bellingeri, che delineano una situazione grave, ma ancora sostenibile per qualche anno - fa sapere Cgil - genera due ipotesi: o non è come riportato ed allora sarebbe il caso quanto meno di precisare, oppure (e questo è ancor più preoccupante) ai vertici del ministero pensano di poter ancora raschiare il fondo del barile".

"La Bncf è allo stremo, insieme alle sue sorelle fiorentine (una per tutte: la Riccardiana in 4 mesi perderà i 2 funzionari bibliotecari superstiti e resterà priva di direzione scientifica) e alla quasi totalità di quelle italiane", rilancia il sindacato.

Cgil ha fatto poi delle proposte specifiche al ministero: c'è un concorso per 503 operatori alla vigilanza da assumere nel Mibact, già autorizzato per il 2018, occorre farlo subito e destinare almeno 40 unità alla Nazionale; ci sono i passaggi di area previsti dal decreto Madia 75/2017: iniziare la procedura da recupero degli idonei del concorso interno del 2010; c'è un precariato quasi sconosciuto che contribuisce quotidianamente all'attività del Ministero, e anche per quello il decreto Madia 75/2017 prevede percorsi assunzionali; c'è un piano triennale dei fabbisogni che il Ministero deve varare per poter procedere a nuove assunzioni, e senza il quale potrà soltanto fare finta di stracciarsi le vesti davanti alle difficoltà delle sue strutture.

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