Bianchi, Donnini e i soldi alla Leopolda: lente dei magistrati sul gruppo Toto

La Procura di Firenze indaga su una plusvalenza da quasi un milione

Foto d'archivio

Quote acquistate a cifre relativamente basse e poi rivendute a un prezzo molto più alto, poco meno di un milione di euro. E' questa l'anomalia finita nella lente dei magistrati fiorentini che ha messo sotto indagine Patrizio Donnini, fedelissimo di Matteo Renzi, già consulente per la comunicazione della kermesse della Leopolda.

Cinque società ancora inattive ma titolari di autorizzazione a produrre energia eolica sarebbero state acquistate e rivendute alla società Renexia, controllata dal gruppo Toto. Ecco perché la Procura di Firenze, nelle indagini del pm Luca Turco, vogliono vederci chiaro sulla destinazione di quel denaro.

Anche perché in inchieste parallele fra gli indagati c'è già l'avvocato Alberto Bianchi, a lungo a capo della fondazione Open, la cassaforte della kermesse della Leopolda.

La Guardia di Finanza a luglio ha perquisito la Immobil Green, società di proprietà di Donnini che è accusato di appropriazione indebita, ma, secondo quanto appreso, anche del reato di autoriciclaggio. Ad insospettire gli inquirenti sarebbe stato un pagamento in favore dell'avvocato Alberto Bianchi e poi in parte versato nelle casse della Open.

Nell'inchiesta sarebbero indagati anche l'Ad di Renexia Lino Bergonzi e la socia di Donnini in Immobil Green Lilian Mammoliti.

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