Una folla di credenti si è radunata all'interno del Duomo per la prima messa del neoporporato Giuseppe Betori. Cinquemila persone in tutto si sono raccolte a Santa Maria del Fiore con tanto di maxischermi per permettere ai fedeli di seguire il rito. Non è mancato il saluto delle cariche cittadine, dal sindaco di Firenze Matteo Renzi, con l'omaggio del gonfalone comunale, ai sindaci della provincia, fino al governatore Rossi, passando per le autorità militari e i rappresentanti delle altre confessioni religiose.
"Ieri - ha detto il cardinale, ricordando il giorno dell'investitura - mi ha colpito molto e mi ha commosso di vedere il gonfalone di Firenze, l'unico che porta la medaglia pontificia. C'é costato un po' di fango.", ha aggiunto facendo riferimento all'alluvione. La medaglia fu infatti consegnata da papa Paolo VI la notte di Natale del 1956.
"La piena verità della porpora è nella partecipazione alla Croce, l'unico onore agli occhi di Dio - ha detto il monsignore nella prima omelia da cardinale". Betori ha ricordato l'attualità delle parole usate da Elia Dalla Costa al suo ritorno, settantanove anni fa, dal concistoro in cui era stato ordinato cardinale: "Il rosso vivo della porpora simboleggia la carità che è regina di tutte le virtù. Ora, se a nessun cristiano deve far difetto l'amore di Dio, come dovrà essere vivo nel cuore di un sacerdote, di un vescovo, di un cardinale? Il rosso dell'abito cardinalizio dunque nel suo muto ma eloquente linguaggio mi ripeterà assiduamente il precetto divino 'Amerai Iddio'; il fiammeggiante rosso della porpora mi ripeterà perennemente con insistenza: ama il tuo prossimo e soprattutto ama il popolo fiorentino che è il popolo tuo".
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