Bekaert, 224 lavoratori ancora non sanno nulla del loro destino

Presto potrebbero scadere gli ammortizzatori sociali, i sindacati critici col governo dopo l'incontro di stamani a Roma: "Non siamo soddisfatti"

Foto d'archivio

Si è svolto stamani al Ministero dello Sviluppo economico (Mise) a Roma, l’incontro sulla vertenza Bekaert, nel quale il Mise e l’advisor Sernet hanno illustrato la situazione degli interessamenti pervenuti.

Al momento sul tavolo ci sono 4 manifestazioni di interesse per rilevare la storica fabbrica, delle quali due in stato più avanzato. Un’azienda (una società il cui nome è ancora riservato) ha presentato già un piano industriale che prevede l’acquisizione di tutta l’area ex Bekaert di Figline, la produzione di filo-tubi con il reimpiego inizialmente di circa 90 persone, con prospettive di ulteriori integrazioni occupazionali se l’investimento avrà buon esito.

Il secondo soggetto interessato è la bielorussa BMZ, che ha in elaborazione un piano industriale sulla stessa falsariga (acquisizione intera area, produzione filo-tubo, reimpiego iniziale di 90 persone), con un piano industriale che sarà consegnato al ministero entro agosto. In questo caso, trattandosi di un’azienda statale bielorussa, la trattativa si svolge attraverso i due governi.

Le altre due realtà che si sono interessate sono entrambe indiane e una di esse entro fine luglio ha chiesto di poter visitare lo stabilimento.
“Si è trattato di un incontro interlocutorio, che non può lasciarci molto soddisfatti” dicono Fabio Franchi, segretario generale aggiunto Cisl Firenze-Prato e Alessandro Beccastrini, segretario generale Fim-Cisl Toscana.

“Sono necessari ulteriori sforzi da parte del Mise e dell’advisor, perché il tempo sta scorrendo e il fattore tempo è determinante. Abbiamo per questo chiesto e ottenuto un nuovo incontro a settembre, per verificare il piano industriale di BMZ e l’esito della visita della società indiana.”

“Il dato positivo è che sia il ministero che la Regione Toscana hanno condiviso la nostra richiesta di risolvere la vertenza in continuità di rapporto di lavoro. Attualmente sono 224 i lavoratori rimasti in Bekaert dei 318 iniziali: per loro gli ammortizzatori sociali termineranno il 31 dicembre, ma le lettere di licenziamento, se non si definisce una soluzione, potrebbero partire già 75 giorni prima. Dobbiamo fare presto e tutti devono esserne consapevoli”, aggiungono Franchi e Beccastrini.

Critiche anche da parte della Fiom Cgil. “Non siamo soddisfatti del confronto su Bekaert: dopo 111 giorni dall’ultimo incontro, oggi Sernet ha illustrato lo stesso disegno”, spiega il segretario fiorentino Daniele Calosi, che ricorda che nelle prossime settimane anche la cooperativa dei lavoratori presenterà un piano industriale.

Calosi sottolinea poi che “come Fiom Cgil oggi abbiamo ribadito al tavolo che per noi la soluzione deve salvaguardare tutti i 224 lavoratori ancora ad oggi in cassa integrazione, utilizzando anche nuovi ammortizzatori sociali. Diversamente da ciò non siamo disposti a firmare alcun accordo”.

“Il tempo passa, la rabbia cresce, il governo mantenga gli impegni presi. Se Bekaert non avesse scelto di delocalizzare, oggi non saremmo qui a discutere di ricollocazione che di certo non può essere parziale ma dovrà dare una risposta a tutti”., conclude Calosi, informando che domani ci sarà una assemblea dei lavoratori per discutere dell’incontro di oggi e delle prossime mosse.

“L'assemblea della Fiom, che nostro malgrado non sarà unitaria - scrive Calosi -, si terrà domani, giovedì 18 luglio alle 15:30 presso il Circolo Arci Rinascita di Figline, in via Roma 17, e sarà aperta alla partecipazione di tutti”.

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