Batistuta diventa fiorentino, l'emozione dell'ex bomber: "Vi ho voluto tanto bene"

Questo pomeriggio la cittadinanza onoraria nel salone dei Cinquecento, sul passaggio alla Roma: "Come tradire la mia fidanzata"

Per i tifosi viola, probabilmente, Gabriel Omar Batistuta un cittadino onorario di Firenze lo era già. In pochi sono rimasti nei cuori viola con lo stesso affetto con il quale i supporter della Fiorentina ricordano Gabriel Omar, il Re Leone, Batigoal.

Un affetto ricambiato dal grande campione argentino. Lo si vede subito, appena Gabriel inizia a parlare nel salone dei Cinquecento, dove oggi il consiglio comunale di Firenze ha votato sì alla cittadinanza onoraria (31 presenti, tutti sì tranne un'astenuta, Arianna Xekalos).

“Qua non sono così forte come in campo”, sono le prime parole di Bati. La voce trema già per l'emozione. “L'amore che ho per Firenze non ho bisogno di spiegarlo. Ovunque vada nel mondo parlo di voi, dell'affetto che ho per Firenze e di quello che la città ha per me. Per me Firenze è la migliore città al mondo per vivere, ricevere questa onoreficenza in questo salone è un onore gigante”, dice Batistuta.

“Batistuta - aveva appena detto il sindaco Dario Nardella, introducendolo sul palco e motivando la scelta di concedere la cittadinanza onoraria -, è stato un campione dentro e fuori dal campo, ha portato in alto il nome della Fiorentina e di Firenze nel mondo, non solo nel calcio. Il suo nome è indissolubilmente legato a Firenze e alla Fiorentina”. In platea, per l'occasione, anche il presidente del consiglio Matteo Renzi.

Vi ho voluto tanto bene. La domenica sera, se in campo avevo sbagliato dei goal, mi sentivo male. Per me era come avere tradito i miei tifosi”, continua l'ex bomber, 332 presenze in maglia viola tra campionato e coppe, 207 goal totali, 152 in serie A.

Bati ricorda anche la sua esperienza in B in maglia viola, “sono restato per i tifosi”, e il passaggio alla Roma, con la quale vinse lo scudetto nel 2001. “Andare via da qui è stato come aver tradito la mia fidanzata”, ammette Batistuta.

“Grazie alla Fiorentina, che mi ha permesso di difendere la maglia viola nel mondo. Grazie a Giancarlo (Antognoni, che assiteva in prima fila, ndr), che a Firenze per me è stato quasi come un padre”. Batistuta aveva già ricevuto il Fiorino d'oro nel 1998 e le Chiavi della città nel 2006.

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