Tutti uguali in carrozzina: padre e figlio insieme in campo

Nonostante l'incidente Gennaro ha trasmesso al figlio la passione per il basket: la magia dello sport

La passione per lo sport riversata su un campo di basket. Poi a 20 anni il dramma: un incidente in moto nel quale perde una gamba. Anni difficili, di disorientamento. Ma Gennaro non si perde d'animo e non molla la passione per il cestismo. Dopo qualche tempo ricomincia a giocare, ma in carrozzina.

E' una bellissima storia di sport quella della famiglia Giustino. Gennaro ha due figli: Kevin, 18 anni e Kesia, 15 anni. E nonostante la sua disabilità ha trasmesso loro una grande passione per le attività motorie. Una lezione che invoglia tutti a sfruttare come un bene prezioso le proprie capacità fisiche.

Così il figlio maggiore, Kevin, si è appassionato anche lui alla pallacanestro ed ha iniziato a giocare fin dall'età di 9 anni. Insieme alla squadra dei ragazzi normodotati, certo. Ma, seguendo le orme del padre, giocando anche nella squadra di basket in carrozzina.

All'età di 16 anni ha dovuto passare nel quintetto dei grandi. E la scelta è stata quella di continuare a giocare nella squadra dei disabili, insieme al padre. La squadra è quella delle Volpi rosse di Firenze (qui la pagina della società), che attualmente milita, con ottimi risultati, nel campionato di Serie B della categoria in carrozzina. E nella quale Gennaro aveva ricominciato a giocare, fin dalla nascita della società.

Secondo il regolamento solo due normodotati possono far parte della squadra dei disabili e non possono far parte contemporaneamente del quintetto in campo. 

A seguirli ogni "santo sabato" c'è Grazia, moglie di Gennaro e madre di Kevin: "Facciamo un gran tifo al Pala Valenti di via Alderotti, dove i ragazzi giocano e si allenano. In questo momento mio marito Gennaro ha dovuto momentaneamente lasciare la pallacanestro perché ha iniziato a seguire anche la pallavolo, e fa l'arbitro ma presto tornerà. E' stato bello vedere mio marito e mio figlio in campo insieme".

Dopo aver trasmesso al figlio la passione per il basket, infatti, Gennaro non ha resistito al richiamo della figlia 15enne: Kesia gioca a pallavolo e lui, da sempre appassionato anche di quello sport, ha accettato di avvicinarcisi. Gioca a "sitting volley", la pallavolo per disabili, ed è stato coinvolto come arbitro per le partite delle ragazze.

"L'ostacolo all'inizio è stata la scala sulla quale deve salire l'arbitro nella pallavolo - racconta ancora Grazia - ma la voglia di sport gli ha fatto superare anche questa: lui riesce ad arrampicarsi e a salire fino in cima". "In casa - conclude - non si fa altro che parlare di basket, pallavolo, allenamenti e arbitraggio". 

Lo sport e il diritto di vivere la normalità: quando le differenze non contano.

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