Autovelox illegittimo in viale Etruria: la sentenza della Cassazione

La questione è stata seguita dagli avvocati Guercini e Barbaro

Immagine di repertorio

L’autovelox fisso di viale Etruria (a Firenze) è illegittimo, lo ha deciso la Corte di Cassazione con la sentenza n. 16622 del 20 giugno 2019.

Si tratta di un provvedimento che risponde punto per punto alle contestazioni mosse dal Comune a difesa degli autovelox cittadini (e delle casse comunali) e che chiarisce una serie di principi che si applicano a tutti gli autovelox posti in centro città su strade che non hanno le caratteristiche di strade urbane di scorrimento (Viale Etruria, Viale Matteotti, Viale Gramsci, Viale Lavagnini), non nella sola Firenze, ma in tutte le città italiane. E’ quando dichiarato in un comunicato stampa di Aduc.

La Corte - come sottolineato dall’associazione dei consumatori - pone un opportuno freno ai poteri del Prefetto, ribadendo che può autorizzare l'installazione di autovelox fissi solo sulle strade che hanno tutte le caratteristiche di strade urbane di scorrimento.

La Suprema Corte chiarisce inoltre che, affinchè si possa installare un autovelox fisso, tutte le intersezioni con la strada principale devono essere semaforizzate, e cioè "qualsiasi incrocio, confluenza o attraversamento tra due o più strade" quindi "non soltanto l'attraversamento (come, invece, rilevato dal Tribunale di Firenze nell'impugnata pronuncia), ma anche l'intersezione a "T" o ad "Y" e la semplice confluenza costituiscono 'intersezioni'".

La Cassazione è arrivata a tale sentenza dopo una dura battaglia processuale portata avanti dagli avvocati Stefania Guercini e Marco Barbaro.

La sentenza riguarda l'autovelox di Viale Etruria, ma i principi che detta – chiaramente – sono replicabili per tutti gli autovelox cittadini illegittimi.

“Chiediamo quindi al sindaco – ha affermato Aduc - che ordini subito la disattivazione degli autovelox posizionati su Viale Lavagnini, Viale Matteotti, Viale Gramsci, e i due su Viale Etruria, che annulli in autotutela tutte le multe emesse e rinunci ai giudizi pendenti, nei quali negli anni si è strenuamente difeso, così costringendo i cittadini a sostenere spese legali sproporzionate rispetto all'importo della multa, oppure a pagare in silenzio. Facciamo appello al Sindaco affinchè lui per primo – a quasi dieci anni dal primo ricorso al giudice di pace portato avanti da Aduc - ripristini la legalità. In gioco non ci sono solo gli - ingenti - importi che illegittimamente entrano nelle casse comunali dagli autovelox, ma – soprattutto la correttezza dell’azione dell’amministrazione nei confronti dei cittadini e l’affidamento di questi ultimi nelle istituzioni”.

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