Barberino, i lavoratori della terza corsia dell'A1: "Non abbiamo i soldi per il pane"

Protesta dei dipendenti della "G" Costruzioni, 40 lavoratori non vedono lo stipendio da tempo

"Hanno lavorato sotto la pioggia, al sole e ad ogni ora del giorno e sono stati ripagati con un licenziamento oppure senza ricevere un centesimo dall'azienda". E' quanto detto da Giulia Masini della Fillea Cgil che questa mattina era assieme ad alcuni ex operai della "G" Costruzioni per manifestare contro il mancato pagamento da parte dell'azienda presso il Campo Base di Pavimental Spa a Cornocchio, nel comune di Barberino di Mugello.

Si tratta di circa 40 lavoratori, impiegati per realizzare la terza corsia dell'A1 tra Calenzano e Barberino del Mugello, che non ricevono lo stipendio da novembre. Gli operai hanno lavorato in sub appalto a Pavimental Spa, per i lavori commissionati da Autostrade per l'Italia. "Non sappiamo come fare a comprare il pane", racconta un operaio disperato. 

I lavori della terza corsia sono fermi perché la fresa che doveva tagliare le colline ha avuto un problema tecnico. La "G" Costruzioni però ha problemi di liquidità da prima di questo disguido tecnico.  

"Nonostante le reiterate richieste di pagamento nei confronti di Pavimental e di Autostrade per l'Italia, ad oggi nessuno è intervenuto - spiega la sindacalista Masini - nonostante le leggi prevedano che committente e appaltatore, responsabili in solido con l'Impresa “G” costruzioni, si facciano carico di assolvere questo obbligo. Noi come Fillea Cgil chiediamo che il Rup di Autostrade (responsabile unico del procedimento) e la direzione del Cantiere Pavimental, oltre ad intervenire per pagare subito i lavoratori, rendano conto di come si sia potuti arrivare alla suddetta situazione visto che la legge sugli appalti pubblici prevede procedure di controllo stringenti a tutela dei lavoratori".

A marzo quasi tutti i lavoratori della "G" hanno deciso di dimettersi ed alcuni adesso sopravvivono grazie all'assegno di disoccupazione. Molti sono cittadini del Sud Italia arrivati a Barberino per lavorare nel cantiere, in tanti sono tornati nelle loro città d'origine ma senza ricevere uno stipendio per il lavoro svolto. 

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"Noi vorremmo che chi ha responsabilità se le assuma - spiega Masini - chi deve pagare paghi, e se il lavoro c'è non si lascino andare via professionalità importanti. Andremo avanti con la protesta finché non avremo la certezza che i lavoratori ricevano il pagamento degli stipendi".

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