Attentato a Betori: confermata la teoria del piano ma il movente non c'è

Il teste-chiave, Mohamed Toufik, ha confermato la versione che incastrerebbe Elso Baschini. Per adesso tuttavia manca un movente così come la pistola che sparò quella sera

Elso Baschini, il 73enne rinchiuso nel carcere di Sollicciano, il 4 novembre scorso, il giorno dell’attentato in Curia, avrebbe avuto un piano. E’ questa l’opinione convinta della procura di Firenze. I pm rilanciano su questo punto, ma per adesso un vero movente per l’agguato all’allora arcivescovo Giuseppe Betori, oggi cardinale, ed al suo segretario don Paolo Brogi, ferito all’addome con un colpo di pistola, non è ancora emerso. Un pezzo fondamentale che manca all’appello, così come non è stata rinvenuta la pistola che ha fatto fuoco. Un tassello, quello del movente, che non è affiorato neppure durante l’incidente probatorio dove davanti al gip Angelo Pezzuti si è seduto il teste-chiave dell’intera vicenda, il nordafricano Mohamed Toufik.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

TOUFIK - Interrogato dal giudice Toufik, che conosce l’accusato da circa 20 anni, ha ribadito integralmente la propria versione; la stessa detta in una stanza della questura diverse settimane prima. Ha ricostruito la sua testimonianza ricalcando i passi della vicenda: Baschini che gli propone di fare un furto nella diocesi, i due cominciano a discuterne, poi l’accordo salta. Questione di metodo: il nordafricano avrebbe voluto fare solo il colpo, mentre Baschini parlava di armi e di un sequestro, quello di Betori, per arrivare alla presunta ‘stanza dell’oro’. Ed anche in questa sede Toufik ha ribadito di aver sentito Baschini parlare di altri complici che avrebbero partecipato al colpo.
L’accusato, presente all’incidente probatorio, ha assistito all’udienza sempre in silenzio, come del resto ha fatto finora. Trincerato, ancora non ha mai proferito una parola sulle propri responsabilità; per Baschini, allo stato dei fatti, esiste solo la facoltà di non rispondere. “La testimonianza di Toufik ora è prova”, ha commentato la pm Giuseppina Mione dopo l’udienza.
 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Coronavirus: si torna a salire a causa dei cluster, 2 decessi e 19 nuovi casi 

  • Coronavirus, in arrivo un nuovo Dpcm: stop ai voli, rinvio per le discoteche

  • Marina di Castagneto: fiorentino muore dopo un bagno

  • Entra in funzione 'PagoPA', addio verbale rosa sull'auto: come cambiano le multe

  • Emergenza coronavirus non impatta sul mattone: Firenze città più cara d'Italia

  • Coronavirus, dipendenti senza mascherina: chiuso e multato un supermercato

Torna su
FirenzeToday è in caricamento