L'associazione CiaoLapo: "Inutili polemiche sulla sepoltura dei feti"

"Sono i genitori a chiedere di applicare le leggi vigenti in caso di morte prenatale. La sepoltura dei bambini morti in utero è semplicemente un atto di civiltà"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FirenzeToday

Dal progetto fotografico Perdere un bambino durante la gravidanza purtroppo non è un evento raro e rappresenta un vero e proprio lutto. Su 100 gravidanze, 15 si interrompono con una perdita: di queste, circa 13 per aborto spontaneo nel primo trimestre, 0,5 per interruzione terapeutica di gravidanza, 0,4 per morte intrauterina nel terzo trimestre, 0,8 nel periodo perinatale.

Dice Claudia Ravaldi, psichiatra e psicoterapeuta, fondatrice e presidente di CiaoLapo Onlus,associazione apolitica e aconfessionale che si occupa della tutela della gravidanza a rischio e del supporto ai genitori colpiti da lutto perinatale: "Quando un bambino muore prima di nascere, spesso il rito funebre e la sepoltura assumono una valenza centrale nel processo di elaborazione del lutto. Specialmente quando la perdita avviene nella seconda metà della gravidanza. Offrire una degna sepoltura consente il riconoscimento non solo della dignità di quel bambino, ma anche della dignità di quel genitore, chiamato a salutare suo figlio ancora prima di averlo conosciuto."