Scuola, assessore Grieco: "Settembre è vicino, dobbiamo trovare delle soluzioni"

L'assessore regionale all'istruzione Cristina Grieco spiega come e perché la scuola dovrebbe cambiare per diventare più tecnologica e dinamica

Tra disinfettanti, classi ibride, termoscanner e proporzioni alunni-insegnanti, la scuola italiana cerca di ripartire e per farlo si affida all'estate. In Toscana è stato creato, a fine aprile, il "Cantiere scuola": una cornice, come la definisce Cristina Grieco, assessore regionale al lavoro, formazione e istruzione, che racchiude idee e progetti per migliorare la didattica a distanza e per supportare l'organizzazione dei centri estivi. Su quest'ultimo tema in Regione sono arrivate numerose proposte, alcune molto interessanti, tra cui la sperimentazione proposta dal Sindaco di Scandicci che convince particolarmente l'assessore.

Il progetto (qui spiegato in dettaglio) prevede una collaborazione tra scuola e centri estivi. Gli insegnati dovranno realizzare una scheda indicando quali sono le maggiori carenze degli alunni e gli educatori dei centri vestiranno i panni di nuovi docenti per far sì che i bambini di elementari e medie possano portare a termine gli obiettivi e arrivare a settembre più preparati.

Assessore Grieco cosa ne pensa del progetto di Scandicci? Potrebbe essere un modello da proporre su scala regionale e nazionale?

Mi piace molto, soprattutto viste le criticità che ha avuto questo anno scolastico. Il rischio di lasciare indietro i più deboli è grande e per questo è importante che le istituzioni collaborino. Come Regione abbiamo istituito "Cantiere scuola" proprio per dare un sostegno a comuni, scuole e enti pubblici stanno sviluppando delle idee per i mesi estivi e per settembre. Il progetto di Scandicci è unico poiché è riuscito a coinvolgere un gran numero di partner (scuole,centri estivi, parrocchie, educatori, insegnanti, volontari) ed ha un valore aggiunto perché punta sul recupero dell'apprendimento. Ma proprio per queste peculiarità è difficile affermare che possa andare bene per tutti i territori regionali o nazionali. Noi come Regione stiamo valutando un grande numero di proposte e vogliamo che i progetti arrivino dal basso.

E' pensabile, o auspicabile, un anno scolastico che duri tutto l'anno ad esempio come proposto dal Comune di Scandicci dove l'insegnamento d'estate è affidato al personale qualificato dei centri estivi?

Utilizzarlo come modello scolastico è complicato, bisognerebbe agire sui contratti di lavoro e non solo. L'emergenza sanitaria ha cambiato l'approccio all'insegnamento e ci ha fatto capire ancora di più le problematiche. La tecnologia, troppo spesso vissuta come nemica, può e deve essere una nostra alleata anche nei mesi estivi. Può essere utilizzata come supporto didattico a distanza anche quando si tornerà nelle aule. Può essere utilizzata per attività di recupero, sostegno nell'apprendimento per ore extrascolastiche. L'idea di una scuola aperta mi piace, ma è evidente che dovrà essere su base volontaria da parte degli insegnanti e degli alunni. Il bisogno di rinnovarsi è innegabile e i mesi estivi potrebbero essere fondamentali per il cambiamento.

Il tasso di abbandono scolastico in Toscana è al 10,6% (dato riferito al 2019, in netto calo rispetto al 16% del 2013/14) ritiene che si possa verificare un aumento del dato viste le difficoltà che hanno caratterizzato questo anno scolastico? Pensa che l'assistenza estiva (supporto nello studio, revisioni periodiche dei compiti da parte dei docenti) per gli studenti di istituti professionali, licei e istituti tecnici potrebbe ridurre il numero degli abbandoni?

L'abbandono è un tema che mi tocca molto, sono molto preoccupata. Uno dei progetti che voglio portare avanti con il Cantiere scuola è proprio quello di monitorare quanti abbandoni ufficiali o non (ad esempio il collegamento a distanza sporadico) ci sono stati così da creare delle azioni di recupero, in accordo con gli insegnanti, per bloccare i ritiri. Quindi sì, il sostegno estivo può essere un grande aiuto.

A settembre si torna a scuola, ancora non è chiaro come, la ministra Azzolina ha parlato di classi ibride. Lei cosa ne pensa, ha delle alternative?

Sono assolutamente contraria. In particolar modo sono contraria all'idea di applicare questa modalità alle elementari e alle medie. Famiglie e bambini sarebbero in enorme difficoltà. Non è pensabile di poter offrire a metà classe una didattica in presenza e all'altra metà una didattica in presenza ma a distanza. Per i ragazzi delle superiori potrebbe essere una soluzione, ma per il primo ciclo assolutamente no. Il ritorno in aula è fondamentale. Le classi dovranno essere divise in gruppi che si alternano in spazi diversi con offerte didattiche multiple. Saranno necessari molti fondi e bisognerà creare laboratori didattici con insegnanti e educatori.

Settembre è vicino, ce la faremo?

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Dobbiamo farcela, non ci sono altre soluzione. Gli studenti devono tornare a scuola, non possono reggere un altro anno a distanza. Sono molto orgogliosa di come i territori toscani si stanno impegnando per supportare i nostri studenti, spero che questa crisi possa esserci d'aiuto per innovare l'insegnamento e scardinare i dogmi della scuola italiana.

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