Tavarnuzze: presi i rapinatori delle poste, “si è rotta l’auto”

I carabinieri hanno fermato due persone che si pensa siano i responsabili della rapina all'ufficio postale di Tavarnuzze. Fondamentale la testimonianza di due agricoltori

I carabinieri hanno fermato due cittadini albanesi, di 30 e 35 anni, ritenuti responsabili della rapina di sabato mattina all’ufficio postale di Tavarnuzze. Erano entrati indossando tute mimetiche, armati di fucile, e travisati da maschere di Carnevale. Alcuni colpi di pistola, sembra di una scacciacani, e le minacce a clienti e dipendenti per farsi consegnare il denaro. Poi la fuga con in mano 2748 euro in banconote.

GUASTO - Nel pomeriggio due agricoltori, proprietari di un campo non distante dall'ufficio postale, già a conoscenza della rapina, hanno segnalato ai carabinieri la presenza dei due fermati. Hanno detto di esser stati avvicinati dalla coppia, che usciva dalla boscaglia, per avere un'informazione sui taxi dopo un "guasto alla macchina". Una richiesta che ha insospettito i due contadini, e infatti i carabinieri hanno appurato che i due avrebbero percorso a piedi circa 2 km nella campagna, percorrendo sentieri e tratti di bosco, presso la località Quintole-Le Rose.

Qualcuno li avrebbe visti passare da un varco aperto in una recinzione di un campo vicino all'ufficio postale. Così sabato sera, dopo alcuni appostamenti nella zona, e grazie alle conferme provenute dalla registrazione della videocamera di sorveglianza dentro lo sportello postale, è scattato il fermo.
 

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