Vigili armati anche fuori servizio: “Aiutateci”

Aumentano casi di autolesionismo, suicidi ed omicidi. La proposta di legge di Fattori (Sì Toscana) per lasciare le pistole ai comandi

Avere le pistole anche fuori dall'orario di lavoro è troppo pericoloso, per se stessi e per gli altri. Lo denunciano i vigili urbani, gli agenti della polizia municipale, che hanno visto in Italia nel corso degli anni numerosi casi di autolesionismo, suicidi e omicidi compiuti con le armi utilizzate in servizio e che sono costretti a portarsi a casa.

Perché molto spesso, come a Firenze e nella gran parte dei comuni toscani, mancano depositi o armadietti blindati dove lasciare le pistole.

In Toscana tutti ricordano la tragedia dell'estate del 2017 a Porto Santo Stefano, all'Argentario: in quell'occasione Loredana Busonero, 55enne comandante della polizia municipale di Monte Argentario, sparò e uccise il figlio 17enne Francesco Visconti e poi si suicidò.

Un appello ad intervenire arriva dagli stessi agenti. “La polizia municipale di Firenze non ha un deposito di armi e il nostro è un corpo di polizia di 800 persone, con molte sedi distaccate e vari reparti. Avere un luogo dove lasciare la pistola sarebbe essenziale per la sicurezza nostra e delle persone che ci sono vicine”, dice Marco Andrei, vigile urbano e rappresentante per la sicurezza del corpo della polizia municipale fiorentino.

Un altro rischio è anche quello di subire un furto e 'perdere' così la pistola. “Veniamo spesso a lavoro con i mezzi pubblici, in treno o in autobus, ed è molto pericoloso trasportare un’arma dal luogo di lavoro a casa e viceversa”, prosegue Andrei.

L'appello è stato raccolto dai consiglieri regionali di Sì Toscana a Sinistra Paolo Sarti e Tommaso Fattori. Quest'ultimo ha presentato questa mattina in consiglio regionale una proposta di legge per istituire depositi-armerie dove lasciare le pistole in tutti i comandi della regione, assieme ad una più presente assistenza psicologica.

“Il possesso delle armi è sempre un pericolo per sé e per gli altri, anche quando riguarda le armi di ordinanza degli operatori di polizia al termine dell’orario di servizio”, dichiara Fattori, presentando la proposta di legge assieme allo stesso Andrei e ad Alba Giovannetti, madre di un agente che si suicidò nel 2006, agente dal cui nome è nata l'Associazione Amici di Daniele.

“Sono purtroppo molti i casi di violenza e di autolesionismo, fino all’omicidio e al suicidio, compiuti da agenti con le armi d’ordinanza. La nostra proposta di legge - spiega Fattori -, vuole porre rimedio a queste mancanze prevedendo la necessaria predisposizione di luoghi in cui poter depositare le armi quando gli agenti finiscono il proprio turno di lavoro e si apprestino a tornare a casa. Chiediamo anche l'istituzione di visite periodiche biennali che possano verificare le loro condizioni psicologiche attivando, quando ve ne sia bisogno, percorsi di sostegno”.

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