Aeroporto, il fronte del 'no' gela la 'festa': “Pronti ad impugnare il decreto”

Capofila dei 'ribelli' è il sindaco di Sesto Fiorentino Lorenzo Falchi, ma anche nella Lega resta qualche problemino

Ieri il vasto schieramento dei favorevoli all'ampliamento dell'aeroporto di Peretola ha festeggiato il decreto licenziato dal ministero delle Infrastrutture che dà il via libera al Masterplan 2014-2029 e alla nuova pista da 2mila400 metri. 

“Una buona notizia per Firenze”, ha esultato su Twitter il sindaco Nardella. “L'aeroporto di Firenze rappresenterà uno dei fiori all'occhiello del nostro gruppo”, gli ha fatto eco il magnate argentino Eduardo Eurnekian, presidente di Corporacion America, società che controlla Toscana Aeroporti e che nel mondo gestisce ben 53 scali.

“Un progetto atteso da 50 anni. La realizzazione della nuova pista e del nuovo terminal consentiranno di risolvere gli attuali limiti strutturali e di dotare la città di Firenze e l’intera Toscana di un’infrastruttura strategica per rispondere alla domanda inevasa di traffico in regione”, ha aggiunto Marco Carrai, presidente di Toscana Aeroporti, la società che gestisce i due aeroporti di Firenze e Pisa.

In molti sottolineano però come quello di ieri fosse in realtà un atto dovuto, dopo l'ok alla Conferenza dei Servizi arrivato da Roma ad inizio dello scorso febbraio. Il 'fronte del no' dunque non si scoraggia e rilancia, forte anche della manifestazione che poche settimane fa ha visto scendere in piazza migliaia di cittadini contrari all'ampliamento.

Ampliamento che prevede che a Peretola si arrivi, dai 2,7 milioni di passeggeri registrati nel 2018, alla quota quasi doppia di 4,5 milioni di passeggeri annui. Un aumento che, nonostante gli sforzi di Toscana Aeroporti per rassicurare sul fronte ambientale e della sicurezza, anche comprando pagine di giornale, non convince comitati e associazioni ambientaliste, che temono un impatto troppo pesante sulla Piana.

E anche sul fronte politico la battaglia dunque prosegue. “Il decreto del ministero era atteso, non desta stupore. Stupisce invece chi finge di non ricordare che su tutta la procedura pende il ricorso al Tar sul decreto di Via (Valutazione di impatto ambientale, ndr), tanto più che nessuna delle ragioni che ci hanno portato a ricorrere alla giustizia amministrativa è venuta meno. Anche per questo, valutiamo l'impugnazione di quest'ultimo decreto”, annuncia il sindaco di Sesto Lorenzo Falchi, capofila tra i sindaci della Piana schierati per il 'no'.

Poi la bordata al ministro Toninelli e ai 5 Stelle: "Su questa vicenda hanno affermato tutto e il contrario di tutto, dando prova di impreparazione e sublaternità alla Lega".

Dure critiche arrivano anche dalla candidata della sinistra a sindaco di Firenze Antonella Bundu. “Un giorno nefasto. L'ampliamento di Peretola farà solo gli interessi dei privati che lo realizzeranno e lo gestiranno con denaro pubblico. E' un progetto scellerato che cancella il parco della Piana e sarà incompatibile con le attività del polo scientifico universitario di Sesto”, dice la candidata appoggiata da Sinistra Italiana, Potere al Popolo e Firenze città aperta.

Passando all'altro fronte politico, se da un lato la notizia è accolta con favore da Forza Italia e dal candidato a sindaco del centrodestra Ubaldo Bocci, che si dice “contento” pur sottolineando “l'incapacità di gestione del centrosinistra, per una vicenda che si trascinava da anni”, qualche problemino di compattezza sull'argomento resta.

In passato più volte Susanna Ceccardi, sindaca di Cascina, commissario del Carroccio in Toscana e ora candidata alle elezioni europee, ha più volte espresso la sua contrarietà all'ampliamento. Una contrarietà ribadita esplicitamente pochi giorni fa da un altro esponente di rilievo della Lega: il candidato a sindaco di Prato Daniele Spada. Vedremo come andrà a finire.

Migliaia in corteo: "No ampliamento di Peretola, sì parco della Piana"

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