Stazione Leopolda, la giunta dà l'ok per comprare la casa della rottamazione

Adesso atteso il voto del Consiglio comunale. Il prezzo fissato non dovrà superare i 7,2 milioni di euro 

Stazione Leopolda

La casa della rottamazione renziana diventerà di proprietà comunale. La giunta del sindaco Nardella ha approvato nella seduta di oggi, su proposta dell’assessore al patrimonio non abitativo Federico Gianassi, la delibera con cui si dà il via libera alla procedura che si concluderà appunto con l’acquisizione dell’immobile da parte dell’Amministrazione dell'ex Stazione Leopolda. L'atto adesso sarà esaminato e votato dal consiglio comunale. 

"Si tratta di un passaggio storico – sottolinea l’assessore Gianassi – che consentirà all’Amministrazione di accrescere il proprio patrimonio diventando proprietaria di un immobile di interesse pubblico, già con destinazione urbanistica ad usi culturali ed espositivi e tutelato dalla Soprintendenza e che rappresenta un elemento fondamentale per la costituzione di un polo culturale-fieristico insieme al Teatro dell’Opera e alla Fortezza inserito nel programma di mandato. E tutto questo senza un esborso diretto da parte delle casse comunali. Siamo sicuri che, vista l’importanza dell’ex Stazione Leopolda per le attività espositive e fieristiche, le proposte non mancheranno”.

PREZZO -  In dettaglio la delibera prevede l’autorizzazione all’acquisto dalle Fs Sistemi Urbani dell’ex Stazione Leopolda al prezzo non superiore a 7,2 milioni di euro (prezzo di vendita fissato da Fs nell’avviso pubblico pubblicato a fine 2015 e poi sospeso su richiesta dell’Amministrazione che ha esercitato il diritto preferenziale per l’acquisto dell’immobile come previsto dalla legge). Anzi, come specificato nella delibera, visto che verrà comunque chiesto un parere di congruità all’Agenzia del Demanio, nel caso in cui questo importo risultasse superiore a quello congruito dalla stessa Agenzia, ad un prezzo non superiore a detto limite di congruità. Le risorse non arriveranno però dal bilancio comunale. L’atto prevede infatti che sarà un soggetto terzo, da individuare attraverso avviso pubblico, “ad assicurare la provvista di denaro necessaria all’acquisto (che di fatto è l’anticipazione dei futuri canoni di affitto) nonché ad assumere a proprio carico gli oneri di manutenzione ordinaria e straordinaria dell’immobile”. La procedura di evidenza pubblica secondo gli uffici dovrebbe essere pubblicata nel mese di giugno. Una volta arrivate le proposte, si procederà alla valutazione dell’offerta più conveniente sulla base di due indirizzi: “la coerenza della proposta di uso dell’immobile, con l’indicazione delle attività da svolgervi, con la volontà dell’Amministrazione di mantenere l’identità e la vocazione dell’immobile stesso, ormai noto come riferimento nazionale per attività culturali, congressuali, espositive e di spettacolo”; “il numero di giornate complessive non inferiore a 36 annue, per le quali nella proposta di uso dell’immobile viene assunto l’onere di messa a disposizione a titolo gratuito dei locali, e dei relativi servizi, comprese utenze e personale di sorveglianza e pulizia per eventi organizzati o promossi dal Comune”. Nella delibera si specifica inoltre che l’offerta deve i provvista di denaro deve essere formulata a titolo di anticipazione di canoni di locazione dell’immobile. 

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