Aborto libero e sicuro, le donne manifestano al Duomo / FOTO - VIDEO

La Cgil in piazza in occasione della giornata mondiale: “Libere di scegliere in sicurezza e legalità”

Aborto libero, sicuro e nella piena legalità. Lo chiedono le donne scese in piazza oggi in tante parti del pianeta, in occasione della Giornata mondiale per l'aborto sicuro. A Firenze il sit in è stato organizzato dalla Cgil al Duomo, di fronte alla sede della Regione di Palazzo Sacrati Strozzi.

“La Regione monitori la situazione e garantisca che i medici non obiettori siano messi nella condizione di lavorare serenamente nelle strutture pubbliche, senza discriminazioni”, chiede Dalida Angelini, segretaria regionale della Cgil.

In Toscana la percentuale degli obiettori risulta, al 2016, del 56%. “L'età media dei medici non obiettori è alta e sarà difficile sostituirli. Oltre a ciò coloro che applicano la 194 subiscono discriminazioni e pressioni psicologiche, sono spesso ostacolati nella carriera”, prosegue Angelini.

“E' per questo che chiediamo alle istituzioni regionali e nazionali di vigilare per garantire la corretta applicazione della legge, a seguito di una scelta che per le donne è sempre molto difficile ma che deve restare libera e sicura, svolta nella piena legalità”, sottolinea Angelini.

L'alto numero di obiettori mina di fatto l'attuazione di quello che, per legge dello Stato (la famosa 194), è un diritto delle donne, l'interruzione volontaria di gravidanza (l'Ivg), e fa sì che debbano affrontare molte difficoltà pratiche prima di poter effettivamente ricorrere all'Ivg. Così, secondo i dati diffusi dalla Cgil, oltre il 50% degli interventi per Ivg si effettua dopo l'ottava settimana, con maggiori rischi per la salute delle donne.

“Rispetto alle donne che si rivolgono ai consultori, ora fortemente depotenziati, quelle che poi ricorrono all'Ivg sono la metà. Dove finiscono le altre?”, chiede Angelini, sottolineando la possibilità che debbano ricorrere all'aborto clandestino: un fenomeno che a livello mondiale uccide 137 donne al giorno e, nei Paesi poveri, è la prima causa di morte per le giovani tra i 15 e i 19 anni. “Quelle che possono permetterselo vanno ad abortire in strutture private, ma per coloro che non possono la situazione è drammatica”, aggiunge Angelini.

Anche in Italia aumenta il ricorso all'aborto clandestino, che registrerebbe almeno 20mila casi l'anno. Forti pressioni per rivedere la 194 e limitare il diritto all'aborto vengono da diversi settori della società, soprattutto da parte della Chiesa. “Basta caccia alle streghe e discriminazioni, vogliamo essere libere - esclamono Stefania e Chiara, tra le partecipanti in piazza -. Vogliamo essere libere di poter scegliere in sicurezza e legalità quello che è un nostro diritto”. Messo sempre più in discussione.

VIDEO - Le donne in piazza al Duomo: "Aborto libero, sicuro e legale"

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