Sole e melanoma, la dermatologa: "Più casi ma presi in tempo si sopravvive"

La dottoressa Serena Sestini del Centro regionale di riferimento parla dei rischi di una scorretta esposizione ai raggi e fa il punto sulla diffusione dei tumori della pelle in Toscana

“Nonostante ci siano tante campagne di informazione riguardo alla prevenzione dei melanomi e dei rischi collegati al sole, tanti pazienti si meravigliano quando viene detto loro di usare la protezione solare”. La dottoressa Serena Sestini si occupa di tumori cutanei presso la struttura di  Chirurgia Plastica Ricostruttiva, Melanoma & Skin Cancer Unit, diretta dal dr. Lorenzo Borgognoni, della Azienda Usl Toscana Centro e Centro di riferimento regionale per il melanoma (che si trova all’ospedale di Santa Maria Annunziata). “Sono tantissimi i giovani che hanno lentiggini solari provocate da una errata esposizione - spiega Sestini - non c’è ancora consapevolezza”.

Dottoressa quali sono le cifre dei tumori della pelle in Toscana?

I tumori della pelle sono i più frequenti tra tutti i tumori e rappresentano circa il 15% di tutte le neoplasie, con un’incidenza maggiore nei maschi rispetto alla femmine. In Toscana si registra un aumento dei tumori cutanei, con una incidenza che è passata da un nuovo caso ogni 180 individui negli anni ’90, a un nuovo caso ogni 120 individui. Un tumore ogni 5 tra tutti i tumori diagnosticati in Toscana è un tumore cutaneo. Chi ha avuto un carcinoma della cute ne sviluppa un altro entro 5 anni. Per quanto riguarda il melanoma, nella nostra Regione, si stimano circa 1200 nuovi casi l’anno (dati AIRTUM e Registro Toscano Tumori). Nel database del nostro Centro, che lavora in rete con le Dermatologie di area vasta e regionali del network toscano, abbiamo circa 5mila pazienti operati per melanoma primitivo; abbiamo effettuato circa 1400 biopsie del linfonodo sentinella, operato molte migliaia di carcinomi avanzati della cute in cui sono state applicate tecniche di chirurgia ricostruttiva, importanti in questi casi che spesso insorgono al volto.

Ma è il sole a provocarli?

Il fattore ambientale (cioè il sole) è la principale causa di melanomi e carcinomi cutanei. Fino a qualche anno fa solo i raggi UVB (cioè quelli che penetrano meno nella cute) erano considerati cancerogeni, oggi invece anche i raggi UVA sono ritenuti responsabili dello sviluppo dei tumori cutanei, in particolare di melanoma. Gli UVB agiscono direttamente a livello delle cellule dell’epidermide, invece gli UVA provocano una ossidazione del derma con produzione di radicali liberi dell’ossigeno che secondariamente danneggiano il DNA delle cellule.

Se presi in tempo si guarisce, come prevenire?

E’ importante la visita e l’autocontrollo, la pelle è un organo che si vede. Se ci accorgiamo di un “neo” che cambia forma, colore e dimensioni in poco tempo, un qualcosa che differisce da tutto il resto (il cosiddetto segno del brutto anatroccolo) dobbiamo subito andare dal medico di famiglia che ci indicherà lo specialista da contattare. E ovviamente la prevenzione passa anche da una corretta esposizione al sole. Importante che soprattutto i bambini siano protetti dal sole. La pelle impiega circa 10 anni a manifestare i danni da radiazione solare, quindi molti dei tumori cutanei dell’età giovane-adulta sono dovuti al sole preso male in giovinezza. Il melanoma è un tumore con una mortalità del 20% ma intervenendo in tempo, asportandolo quando è ancora “sottile” ci si può salvare: la sopravvivenza per un melanoma inferiore ad 1 mm di spessore è del 98%.

Come comportarsi con l’abbronzatura?

Bisogna evitare una esposizione eccessiva al sole, non solo secondo il fattore temporale ma anche quando e come. Dobbiamo prendere il sole in modo graduale evitando le ore più calde (dalle 11 alle 16), la nostra pelle si deve pigmentare evitando di diventare rossa.

Come scegliere la crema solare?

I filtri variano a seconda del livello di protezione dall’insulto attinico, cioè la capacità della crema di proteggere dalla formazione dell’eritema solare (indicativo di un danno a livello delle cellule cutanee). In pratica, un filtro protettivo solare 50 consente che arrivino sulla cute 1/50 di ultravioletti, cioè il 2%, determinando quindi una barriera per il 98% dei raggi solari. Le persone con fototipo chiaro, I e II (per intendersi i biondi/rossi con occhi azzurri) conviene utilizzino sempre una crema protettiva solare con SPF 50; i fototipo più alti possono gradualmente scendere a protezioni solari più basse. E’ sconsigliato usare creme con SPF sotto 20. Inoltre la crema protettiva solare deve essere riapplicata ogni 2 o 3 ore per poter avere un’adeguata azione schermante.

Quali sono le parti del corpo più delicate e come proteggerle?

Non ci sono parti del corpo più sensibili ma più esposte al sole come orecchie, cuoio capelluto e braccia. Per esempio anche se si sta in città e tutti i giorni prendiamo il motorino per andare a lavoro, siamo a rischio scottature. Da aprile a ottobre dovremmo mettere tutti la protezione solare prima di uscire di casa, dovrebbe essere obbligatorio per le persone con pelle chiara.

Ma il sole fa solo male?

Ovviamente il sole fa anche bene, produce la serotonina che è il nostro antidepressivo naturale. I raggi UVB inducono la sintesi della pre-vitamina d, importante per ridurre l’ osteoporosi. Alcune dermatiti (come psoriasi) sono curate con i raggi ma quando i pazienti fanno fototerapia con UV devono fare comunque prevenzione del melanoma. Attenzione anche alle fonti di luce artificiale, è dimostrato che in donne di età inferiore a 40 anni che effettuano più di 10 “lampade” l’anno il rischio di insorgenza di melanoma è più che raddoppiato

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