Il direttore della Dia “docente” d’eccezione al Poggio Imperiale

Un incontro dedicato all’ impegno per la legalità e alla sensibilizzazione dei ragazzi

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FirenzeToday

Un incontro dedicato all’impegno per la legalità e alla sensibilizzazione dei ragazzi su temi come la lotta alle mafie, l’educazione alla cittadinanza, l’importanza di conoscere e capire la realtà che ci circonda al di là dei banchi di scuola.

È l'appuntamento organizzato dall’Educandato Statale “SS. Annunziata” nell’ambito della serie di iniziative denominate “Educazione alla Legalità”, tenutosi ieri mattina nella Sala Bianca della Villa di Poggio Imperiale con un “docente” d’eccezione: il Direttore della DIA, Generale Giuseppe Governale.

Il Direttore della Direzione Investigativa Antimafia è salito in cattedra in occasione dell’incontro dal titolo “La mafia teme di più la scuola o la giustizia?” e ha parlato agli studenti degli ultimi anni del liceo di come la lotta alle mafie in Italia si svolge ogni giorno, spesso in silenzio, intorno a noi. E di come questa importante attività vada conosciuta, supportata, seguita con ammirazione. Un incontro, questo, che intende avvicinare gli studenti al lavoro delle Istituzioni e invitarli a riflettere su temi legati alla cittadinanza attiva e propositiva per far sì che i giovani di oggi divengano i cittadini partecipativi e consapevoli di domani.

Il Generale Governale ha parlato con passione agli allievi, raccontando le radici storiche della mafia e di come la criminalità organizzata sia presente intorno a noi, anche in Toscana.

Partendo da lontano, il Direttore della Dia ha poi raccontato “l’oggi” della mafia: una mafia “di cui ormai si parla poco – ha spiegato Governale – ma che vive e prolifera nell’omertà e nell’ignoranza”.

“Ecco perché è importante fare informazione e formare i più giovani su questo tema – ha aggiunto Giorgio Fiorenza, presidente del consiglio di amministrazione dell’Educandato – Perché se è vero che la legge non ammette ignoranza, l’ignoranza non ammette la legge”.

Torna su
FirenzeToday è in caricamento