Medici con l’Africa Cuamm, il congresso a Firenze nel ricordo di Alberto e Marta vittime del ponte Morandi

Durante il congresso del Cuamm, il ricordo di Alberto Fanfani e Marta Danisi, morti sul ponte Morandi

Il teatro Verdi di Firenze ha ospitato l’Annual Meeting 2019 di Medici con l’Africa Cuamm, dedicato a raccontare l’impegno, le storie e i risultati di un anno di lavoro. Dal programma “Prima le mamme e i bambini”, all’emergenza Mozambico, con la ricostruzione dopo il ciclone Idai.

Dopo i saluti del sindaco Dario Nardella e del cardinal Giuseppe Betori, che hanno sottolineato la lunga tradizione di solidarietà della città di Firenze, si sono susseguiti gli interventi di autorità, medici e volontari Cuamm, tra cui anche Damiano Cantone, sopravvissuto nel 2018 ad un terribile incidente aereo in Sud Sudan. Toccanti le sue parole: "Il filo che ci separa tra il salvare e l’essere salvati è sottile. In un attimo mi sono ritrovato da medico a paziente, portato in salvo da giovani ragazzi sud sudanesi".

"L’Europa investirà 40 miliardi in più nei prossimi sette anni per l’Africa. Gli aiuti pubblici però non sono sufficienti, serve un patto con l’Africa - ha affermato Paolo Gentiloni, Commissario europeo agli Affari economici -. Per citare il nome di Medici con l’Africa Cuamm, che ci ospita oggi, serve lavorare con l’Africa e non solo per l’Africa. L’Africa è cresciuta con percentuali di crescita asiatiche, eppure il tasso della povertà non si sta riducendo con lo stesso ritmo. Per questo serve un patto con l’Africa più forte".

Insieme a Gentiloni sul palco Romano Prodi che, intervistato da Piero Badaloni, ha ricordato proprio oggi la caduta del Muro di Berlino: "Trent’anni fa, con la caduta del Muro, ci fu un grande sollievo, si parlò di fine della Storia. Poi abbiamo dovuto cambiare idea. Ora vediamo un proliferare di potenze regionali. Non ci sarà una guerra mondiale, ma tante guerre mondiali a pezzi, come ha già detto Papa Francesco. Dovremo fare un grande piano politico, che sia del tutto disinteressato nel rapporto con Africa".

Nazira Vali Abdula Karimo, ministro della salute del Mozambico, ha parlato di un aggiornamento sulla situazione a Beira, dove il Cuamm è in prima linea nella ricostruzione dopo il passaggio del Ciclone Idai a marzo 2019: "Siamo un Paese in via di sviluppo, siamo consapevoli che il nostro sistema sanitario è molto fragile, ma dopo questo ciclone abbiamo un piano di ricostruzione che vuole guardare al futuro. Il Cuamm è in Mozambico dal 1978, a tre anni dalla sua indipendenza. Ci ha sostenuto nella creazione di piani e strategie. Ogni aiuto all’Africa deve essere in linea con i nostri piani strategici, per essere efficace. Medici con l’Africa Cuamm ha questa particolarità e a nome personale e di tutto il popolo del Mozambico, voglio ringraziarlo".

don Dante Carraro, direttore del Cuamm, le parole di conclusione: "L’Africa è una sfida che abbiamo imparato a conosce ed amare. Quello che abbiamo visto oggi è frutto di tutti noi, dei nostri medici sul campo e di tutti i volontari. Siamo in Mozambico, sempre con l’Africa, uniti nella buona e nella cattiva sorte. Ci servono anche le risorse. Le emergenze non sono sempre a budget. Sapendo che il cuore, la passione, sono la spinta vera per fare le cose, per cambiare il modo di vivere, il sistema, portare a un cambiamento concreto". E ricordando Alberto Fanfani e Marta Danisi, ha aggiunto: "Alberto e Marta erano due giovani fiorentini, lui specializzando lei infermiera vicini al Cuamm, sognavano l’Africa. Il 14 agosto 2018, si sono trovati sul ponte Morandi. Mi piace pensare che anche loro due sono qui con noi a sognare, lottare, costruire per realizzare un mondo più giusto, più bello, più dignitoso per tutti".

I numeri di Prima le mamme e i bambini

In tre anni (dal 2017 a oggi) sono 188.829 i parti assistiti, in dieci ospedali sparsi in sette Paesi di intervento di Medici con l’Africa Cuamm; 7.199 i bambini malnutriti acuti presi in cura negli stessi ospedali e 73.593 quelli monitorati. Allo stesso tempo, 823.553 le visite mediche assicurare alle donne prima e dopo il parto e 5.521 gli operatori formati in Africa.

Puntare sulla salute di mamme e bambini è prioritario per Medici con l’Africa Cuamm, non solo perché sono le fasce della popolazione più vulnerabili in molti contesti africani, ma anche perché favorire la salute delle donne e la corretta nutrizione dei bambini può garantire lo sviluppo delle comunità e dei Paesi di intervento.

È dimostrato, per esempio, che i Paesi in cui cala la mortalità materna sono quelli in cui la crescita demografica diventa armonica. Allo stesso tempo, permettendo ai bambini di non crescere malnutriti, si assicureranno adulti capaci di promuovere lo sviluppo delle proprie comunità.

Medici con l'Africa Cuamm

Nata nel 1950, Medici con l’Africa Cuamm è la prima Ong in campo sanitario riconosciuta in Italia e la più grande organizzazione italiana per la promozione e la tutela della salute delle popolazioni africane. Realizza progetti a lungo termine in un’ottica di sviluppo, intervenendo con questo approccio, anche in situazioni di emergenza, per garantire servizi di qualità accessibili a tutti. Oggi Medici con l’Africa Cuamm è impegnato in 8 paesi dell’Africa sub-Sahariana (Angola, Etiopia, Mozambico, Repubblica Centrafricana, Sierra Leone, Sud Sudan, Tanzania, Uganda) con oltre 2.200 operatori sia europei che africani; appoggia 24 ospedali, 64 distretti (per attività di sanità pubblica, assistenza materno-infantile, lotta all’Aids, tubercolosi e malaria, formazione), 3 scuole infermieri e 1 università (in Mozambico). 

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