Cannabis, la storia incredibile di Matteo: "Canapa per costruire edifici e dire addio alla plastica"

Giornalista ed esperto di canapa, Gracis sarà presente oggi nel Chianti ad un evento dedicato al mondo della cannabis. Con l'occasione, ci siamo fatti raccontare la sua rivoluzione "verde", che guarda alla storia e ai molteplici utilizzi di questa pianta

Canapa, una storia incredibile (copertina)

La rivoluzione "verde" è cominciata. Un movimento attivo, che guarda alla canapa e ai suoi molteplici utilizzi, dall'ambito terapeutico a quello della bio-edilizia, del quale il giornalista Matteo Gracis è tra i principali promotori.

Nel suo libro "Canapa, una storia incredibile", pubblicato da Chinaski Edizioni e che verrà presentato oggi nel Chianti, Gracis racconta le origini, la fortuna, l’evoluzione contrastata e i molteplici usi di questa pianta, alternando questa travagliata cronaca con la sua esperienza personale che lo ha portato alla fondazione di “Dolce Vita”, principale rivista italiana sulla cultura della canapa e sugli stili di vita alternativi. 

Una rivoluzione, quella della cannabis, silenziosa ma inesorabile, che percorre tutto il pianeta e che parte da lontano: come riportato nel libro di Gracis, infatti, gli utilizzi della canapa sono molteplici e antichissimi, di cui si hanno notizie fin dal 2700 a.C. Persino i presidenti americani George Washington e Thomas Jefferson la coltivavano e ne riconoscevano le infinite qualità, a tal punto che Jefferson la definì “essenziale al benessere e alla protezione del Paese”.

Canapa, una storia incredibile

"Questo libro nasce per colmare una mancanza" - ci racconta Matteo Gracis - "Mi sono accorto, infatti, che non esistevano testi he raccontassero la storia della canapa: una storia, appunto, 'incredibile', che comincia nella Cina del 2700 a. C. e che ha accompagnato l'umanità da sempre, che l'ha usata a ogni latitudine e longitudine, e in ogni periodo storico".

Una “pianta fondamentale per l’umanità” che grazie ai suoi principi attivi (detti cannabinoidi) ha influenzato la scienza medica mondiale, a partire dai primi utilizzi nel campo della medicina tradizionale cinese nel 2737 a. C. ad opera dell’imperatore Shen Nung, ed è stata nei secoli fonte di sostentamento e di cibo, forte e duratura materia prima oltre che protagonista di interessanti esperienze mistiche e rituali.

Matteo Gracis elogia le incredibili proprietà e l’affascinante storia della Canapa, e racconta con attento sguardo sociologico e storico la guerra che le è stata mossa nell’ultimo secolo da chi perseguiva interessi egoistici, che hanno comportato la sua quasi totale eliminazione dalla vita dell’uomo.

I possibili utilizzi della canapa

"Quello ricreativo è il più diffuso, ma anche il più superficiale" - sottolinea Gracis - "In quanto gli utilizzi industriali della canapa potrebbero cambiare le sorti dell'umanità. La plastica potrebbe essere totalmente sostituita dalla canapa; le reti da pesca, ad esempio, sono fatte di nylon e sono altamente inquinanti, mentre se fossero realizzate con la canapa come si faceva nei tempi antichi diventerebbero poi cibo per i pesci e non un elemento distruttivo".

La canapa, dunque, potrebbe influenzare positivamente l'intero ecosistema, anche in ambito edilizio: "in diverse parti del mondo, a partire dalla Puglia, esistono edifici realizzati con calce mischiata a canapa" - continua Gracis - "Si tratta di edifici antisismici e perfettamente temperati in ogni stagione. Stessa cosa per l'industria dell'abbigliamento, tra le più inquinanti del mondo: la canapa è un tessuto incredibile, antibatterico e perfettamente resistente, oltre che totalmente biologico".

Cannabis terapeutica

"Mentre l'uso terapeutico della cannabis è già stato legalizzato in numerosi paesi del mondo, in Italia purtroppo andiamo in controtendenza" - afferma il giornalista - "Dovremmo consentire ai malati di curarsi con quella che, da numerosi scienziati, è stata ormai riconosciuta come una medicina, impiegata nella terapia del dolore, nella cura del Parkinson e in molte altre patologie

"Le soluzioni potrebbero essere di due tipi: la prima, è che bisognerebbe concedere l'autorizzazione alla coltivazione della cannabis anche ad aziende private, non solo all'Istituto chimico farmaceutico militare di Firenze come è previsto attualmente, così da poter incrementare la produzione.

Il secondo step, come già avvenuto in Canada, è dare la concessione di coltivare questa pianta anche ai cittadini malati" - conclude - "che potrebbero coltivare la loro medicina. L’Italia purtroppo rimane ancora tristemente chiusa alle politiche di piena legalizzazione, ma è indubbio che la nuova era stia bussando anche alla nostra porta e che il cambiamento sia ormai diventato necessità, per un futuro migliore".

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