Flashdance al Verdi, lo sceneggiatore: "Lo spettacolo più bello"

Alla prima al teatro Verdi era presente Tom Hedley, sceneggiatore e creatore di Flashdance nel 1983. FirenzeToday l'ha intervistato

Il cast e alcuni componenti della crew con Tom Hedley ©Gobo

"Bellissimo, uno spettacolo bellissimo. Il più bello" e se a dirlo è Tom Hedley, sceneggiatore e creatore di Flashdance, possiamo crederci. Venerdì ha debuttato al teatro Verdi il musical dell'omonimo film del 1983 e tra il pubblico, quasi a sorpresa, c'era anche Mr Hedley. "Non cambierei nulla dello show, è perfetto. Voi italiani siete così drammatici che l'avete trasformato in una rock opera".

Nel primo atto viene raccontata la storia della protagonista Alex Owens, interpretata da Valeria Belleudi: saldatrice di giorno e ballerina in un locale la notte, sogna di entrare nell'Accademia di danza di Pittsburgh e s'innamora del suo capo il ricco Nick Hurley (Lorenzo Tognocchi). Il secondo atto, più "tragico" come lo definisce Hedley, è un crescendo di emozioni, un po' come le canzoni, diventate hit: Maniac e What a Feeling, quest'ultima, musicata da Moroder, ha vinto l'Oscar per la migliore canzone nel 1984.

"Volevo raccontare la storia di una giovane donna con un sogno che non aveva mai avuto l'occasione di realizzare - spiega Hedley -. Il look di Alex, e in generale quello del film, un misto tra tuta da lavoro e abiti da ballo, è ispirato alla mia ragazza del tempo. Aveva trovato un lavoro come installatrice di allarmi antincendio, ma continuava ad avere la passione per la danza e quindi passava velocemente dal tutù alla tuta".

Il nome Flashdance nacque dal desiderio di offrire al pubblico qualcosa di immediato (flash) che unisse la danza, la musica e la moda. "Subito dopo l'uscita del film, che in poco tempo diventò un successo, mi chiesero di trasporlo in un musical, ma rifiutai, per anni mi chiesero anche di creare un seguito, ma non ho mai voluto. Trent'anni dopo ho capito che forse era arrivato il momento giusto di portarlo a teatro".

Il musical ha dato la possibilità a Hedley di creare un personaggio che nel 1983 non ha potuto inserire: Gloria. Gloria, che nel film compare solo come canzone (riadattata in inglese dall'originale di Uberto Tozzi), nel musical ha nuova vita e offre un secondo, ma non meno importante, messaggio di speranza. Sì, perché se Alex è la prova che "chi rinuncia ai propri sogni è costretto a morire", Gloria è invece una donna che capisce di non essere abbastanza brava per realizzare i suoi, ma che trova la felicità riscoprendo la gioia nelle piccole cose della vita.

Flashdance sarà al teatro Verdi fino a domenica 18 novembre.

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