Alessandro Masti: 40 anni di carriera

E’ lo speaker radiofonico più conosciuto in regione

Alessandro Masti (foto Facebook)

Definirlo solo un conduttore radiofonico è riduttivo. Alessandro Masti ha ripensato il settore radiofonico nella nostra regione. La sua voce è inconfondibile e dà il buongiorno a molti di noi facendoci iniziare la giornata con il piede giusto. E’ il conduttore dei programmi “Mastisciò” e “Ora d’aria” su Radio Toscana. Masti è nato nel 1959 al Galluzzo, quest’anno ha compiuto 60 anni anche se ha il fisico di un ragazzino. Alessandro abita a Scandicci da quasi 30 anni.

Come si sente per i suoi primi quaranta anni di carriera?

“Mi sento da una parte distrutto, gli acciacchi si fanno sentire per l’età. Ho ricevuto oltre 300 messaggi dopo il post che ho pubblicato, continuerò a fare quello che sto facendo per omaggiare l'amore che mi hanno dato i mie fans”. 

Gli scherzi ora sono la tua cifra radiofonica. Come nacquero? 

“Erano i parenti o amici che ci segnalavano la persona a cui fare uno scherzo”. 

Ce ne è stato uno in particolare che hai fatto per Radio Time (emittente radiofonica di Scandicci, ndr)? 

“Di sicuro quello alla sposa o ai genitori della sposa. Fingevo di essere il sagrestano di una parrocchia dove si sarebbe dovuta sposare una coppia. Chiamavo a casa e dicevo che era morta una signora (doveva avere almeno 90 anni) profondamente devota che aveva lasciato tanti soldi alla Chiesa. Quindi spiegavo che il funerale si sarebbe dovuto tenere un’ora prima del matrimonio e che nella basilica sarebbero rimaste le corone di fiori per la morta. Immaginati come si arrabbiava la sposa. Oppure raccontavo che il funerale ci sarebbe stato subito dopo il matrimonio e che a metà cerimonia la bara doveva essere portata in chiesa”.  

Quando hai capito che volevi fare lo speaker radiofonico?

“Mia mamma era una appassionata di Radio Montecarlo che all’epoca era molto divertente e scanzonata. A 13 anni lavoravo in fabbrica, quando il sabato tornavo alle 12 da lavoro mi mettevo a far finta di essere il dj della radio e facevo la mia personale classifica delle hit della settimana. Avevo anche dato un nome alla mia finta emittente Radio Onda. Mia nonna passava e scuoteva la testa, il gene della grullaggine c’era già”.

Ma sei davvero così acciaccato? 

“Il personaggio dell’ipocondriaco è simile a come sono nella vita. Diciamo che mi è venuto naturale crearlo, in alcuni aspetti è un po’ esagerato ma per il resto sono io”. 
 

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